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venerdì 8 novembre 2013

LE PALLE DI BRAHMA

Nei testi di yoga la parola कोशा kośā  è tradotta quasi sempre con "Guaina".Traduzione attendibile, ma per alcuni versi limitata e limitante.
Kośā infatti vuol dire "tasca" , "scatola", "sacchetto", "rivestimento", ma viene inteso anche come "intelaiatura", come "perno" e come "germoglio".
Il mozzo di una ruota ad esempio sarà kośā e il fiore di loto in boccio padma kośā.
Tradurre con guaina può portare ad immaginare che il corpo "di carne", il corpo psichico, il corpo mentale siano una specie di  muta da sub che riveste l'anima.
kośā è il germoglio dal quale, e intorno al quale , per sovrapposizione, si sviluppano tutte le caratteristiche mentali, psichiche, fisiche umane.
kośā è  l'intelaiatura, la tela bianca sulla quale dipingiamo l'essere umano con i colori della natura.




Se si sono letti un po' di libri e articoli che parlano di vedanta, sappiamo che c'è una relazione tra stato individuale, o soggettivo e stato universale, o oggettivo. Al "sonno profondo" individuale (प्रज्ञ prajña) corrisponde lo stato di sonno profondo universale (ईश्वर īśvara), allo stato di sogno individuale (तैजस taijasa) lo stato di sogno universale (हिरण्यगर्भ hiraṇyagarbha) ecc...
Visto che le guaine /intelaiature/gemme corporee (kośā) sono legate agli stati coscienziali anche sul piano universale vi siano delle strutture, germogli, intelaiature simili. Il termine usato per indicarle è अण्ड aṇḍa, "testicolo" e per estensione semantica, "uovo", "noce", "nocciola", "palla".
Molto spesso  aṇḍa viene usato per indicare l'uovo del serpente, per cui i rettili vengono chiamati anche aṇḍaja, che, e questo dovrebbe far riflettere, è anche uno degli epiteti del dio Brahma.
Se kośā è l'intelaiatura, il boccio, la guaina, aṇḍa sarà invece il testicolo, ciò che racchiude la possibilità di generazione, tanto è vero che lo scroto, la "guaina/sacca" che racchiude i testicoli, in sanscrito è chiamato अण्डकोष aṇḍakoṣa e il cosmo è  ब्रह्माण्ड brahmāṇḍa,"le palle diBrahma".

Le "palle/testicoli" universali sono 4:

*pṛthvī - maya -aṇḍa

*prakṛti - maya - aṇḍa

*śakti - maya - aṇḍa

*śiva/śakti - maya - anda.


lunedì 4 novembre 2013

VEGLIA, SOGNO E SONNO PROFONDO

Si dice che visva, taijasa e prajna siano stati di coscienza.
In genere si fa  per semplificare.
in realtà sono persone.




Lo stato di coscienza di veglia è jagrat ( जागृतः jāgṛtaḥ= svegliato) ed il jiva incarnato in quello stato di coscienza si chiama jagari,
Lo stato di coscienza di sogno è invece svapna e quello di sonno profondo è invece susupti.
Visva, taijasa e prajna sono quindi i "corpi".
In pratica il jiva incarnato ha tre possibilità di coscienza, tre luoghi.
ed in ognuno di questi luoghi sogna , per così dire, un corpo.
Taijasa è il luminoso perché non ha bisogno, per essere visibile, di altra luce se non quella interiore.

-"Egli [il jiva] sogna tramite la sua propria luce"-

Possiamo parlare di tre persone diverse, visvataijasa e prajna, che sono prodotte dal "movimento" del jiva su tre piani diversi, jagrat, svapna e susupti.
Tre diversi palcoscenici e tre diversi "ruoli" frutto del sogno del jiva (coscienza individuale) , quindi auto-prodotti.
 Nello stato di sonno profondo  il jiva gode contemporanemente delle tre "modificazioni" che si dice siano prodotte della non conoscenza del sé: ignoranza, egoismo, felicità.
Il jiva nello stato di sonno profondo, privo di dolore e conflitto, gode di se stesso. Quello significa che questo stato, considerato da alcuni " elevato" è quello che più allontana la possibilità dell'illuminazione.
Nello stato di sogno  invece ci sarà più consapevolezza rispetto allo stato di sonno profondo, ma questa consapevolezza non potrà ovviamente essere totale.
Dallo stato di sogno è facile cadere nel sonno profondo. 
Ed è facile scivolare nella non consapevolezza e chiamarla risveglio [come accade con certe droghe psicotrope], dimenticando che tutti i fenomeni, piacevoli e spiacevoli, che sperimentiamo nello stato di sogno sono auto-indotti.Lo stato di veglia è l'unico che può essere vissuto con piena consapevolezza.
Una consapevolezza che deve essere portata prima nello stato di sogno e poi nello stato di sonno profondo.
La coscienza dell'identità con il Brahman può essere realizzata  solo nello stato di veglia.
Una volta compreso e realizzato che la realtà di veglia è apparenza fenomenica [NB. "apparenza fenomenica" non illusione] si può procedere ad "illuminare" con la luce della coscienza anche gli altri due stati fino a comprendere che anche visva, taijasa e prajna, nel loro insieme altro non sono che un sogno sognato da un dio che dorme "dentro di noi".Per dirla in termini di Samkhya, c'è un solo purusha, ma indossa costumi diversi a seconda dal luogo in cui si trova.

VIAGGI ASTRALI

Ma è possibile fare i viaggi astrali?
Sognare di sognare e uscire fuori dal corpo per viaggiare non solo nelle creazioni, fantastiche, della nostra memoria, ma anche nell'akasha, come diceva Steiner, o addirittura nella realtà quotidiana?


È possibile che ciò che sogniamo abbia degli effetti sulla vita "reale" nostra e di altri?
A rigor di logica, perché no? 
Nel mondo notturno vivo spesso esperienze ispirate agli eventi diurni, e un fenomeno esterno al mio corpo di dormiente si ficcherà nella sfera onirica senza problemi.
La sveglia che, ospite inatteso, compare in corpo e voce nei sogni dell'alba è una esperienza che, almeno una volta, abbiamo fatto tutti noi, e anche le voci dei vicini o la pioggia improvvisa penetrano, facilmente, anche se trasformati, nella sfera del sogno. 
Niente ci vieta di pensare che anche il sogno posso "esondare" nella veglia e indirizzare o trasformare la nostra vita.




Gli aborigeni australiani dicono di vivere costantemente nel mondo di sogno, che per loro è la realtà vera.
I tantrika tibetani si addestrano a viaggiare nel sogno come ad arrampicarsi sulle montagne dell'Himalaya, e [ per non parlare degli sciamani sudamericani, sin troppo famosi dopo il boom di Castaneda e la recente moda post freackettonica dell'ayahuasca, gli sciamani mongoli e siberiani dicono di viaggiare in lungo e in largo con mente ed anima.
Aborigeni australiani, tantrika tibetani e sciamani siberiani hanno in comune l'uso della danza e della musica, anzi del suono: particolari vibrazioni emesse dalla voce umana e da strumenti a fiato e percussione, sembrano avere il potere di trasportare l'essere umano in altre dimensioni.
Ho trovato tecniche simili se non uguali tra rappresentanti di culture tra loro lontanissime, come i dervish islamici (ho "girato" con un danzatore della confraternita di Istanbul), gli attori di teatro Noh (ho lavorato con sensei Akira Matsui) e i sacerdoti Vodoo (ho avuto modo di vedere una serie di video strepitosi e inediti girati da Gilles Coullet, francese, ma assai addentro alla cultura haitiana): usano le percussioni, la voce e i flauti esattamente nella stessa maniera!
Sembra quasi che per gli esseri umani, un tempo, gironzolare, coscientemente, nel "mondo degli animali fantastici" fosse una cosa normale, tanto è vero che il fondatore della scuola di medicina di Salerno, il severo Parmenide, insegnava ai suoi allievi ad andare a "sognare" nei templi per trovare cure e medicine, anziché perder tempo in biblioteca.  




Per lo yoga le cosiddette "uscite dal corpo" avvengono sul piano di sogno o taijasa (vedi "I DUE TAIJASA").
Taijasa viene da तेजस् tejas che significa radianza, fiamma, splendore, ed il suo significato letterale di  è "appassionato".
Sul piano di sogno le "idee" indossano abiti tratti dalla percezione dello stato di veglia.
Questi "abiti" possono provenire sia dall'esperienza di veglia soggettiva (visva - stato di veglia individuale) che dall'esperienza di veglia oggettiva (vaisvanara - stato di veglia universale) e questo comporta l'esistenza di "due diversi livelli di sogno".
Per comodità e strizzando l'occhio al linguaggio degli esoteristi e degli alchimisti, possiamo dire che uno dei due livelli fa riferimento alle acque inferiori (sub conscio) ed uno alle acque superiori (sovraconscio), dove per acqua intendiamo in realtà  citta, la "materia del pensare".
Taijasa inferiore è il regno degli incubi e degli animali fantastici.

Nelle upanishad si dice che è uno stato auto-luminoso perché ciò che vediamo non è illuminato dal sole, ovvero da "colui che risiede nell'occhio del sole" (Ra, come per gli egizi) ma da qualcosa di interiore.
Anche se, a pensarci bene, "le percezioni sono sempre interiori".
Quando si parla di stato di sogno si intende sia il sogno vero e proprio sia uno stato di coscienza particolare  sperimentabile allo stato di veglia.
Diciamo che Taijasa  è lo stato che nell'esoterismo occidentale viene definito "corpo psichico" o, a volte, "corpo astrale".
 
Alcuni identificano "corpo astrale" con "corpo causale", ma se si parla di yoga, per corpo causale si intende lo stato detto prajna, l'unione delle energie complementari in cui la coscienza individuale, la capacità di percepire, è assopita e immersa in uno stato di beatitudine privo di discriminazione.


Quando , per qualche evento traumatico, per l'uso di droghe psicotrope, per talento naturale o in seguito ad appropriata istruzione, si vive l'esperienza di uscita dal corpo fisico occorre fare attenzione ai segni che possono indicarci se l'esperienza è "reale"( messo tra virgolette... da un certo punto di vista non è mai reale!) o se è frutto esclusivo della nostra fantasia.
Ci sono sogni che hanno una luminosità "bassa".
Ce ne sono altri, in cui, spesso, 
si è coscienti di sognare o si sogna di dormire e di sognare, che hanno una luminosità più forte, paragonabile alle esperienze di veglia.
Si tratta dei due livelli di sogno di cui si è parlato.
L'uscita dal corpo vera e propria è una cosa diversa, ed è facilmente riconoscibile perché accompagnata da segnali precisi.
Per esempio si può sentire, quando inizia il "viaggio", un rumore secco, come di una corda che viene tesa improvvisamente ed un rumore diffuso, come quello di un motore di frigorifero quando, invece " si torna alla base".

Un altro segnale è il rapporto con il tempo ordinario:
se si sta dormendo ed è notte l'uscita dal corpo avviene, all'inizio, in un' atmosfera notturna.

Se si sta dormendo o "praticando"di giorno l'atmosfera è invece diurna.
Se si è per così dire in taijasa inferiore si percepisce una specie di bava, come una ragnatela umidiccia che circonda il corpo, la luminosità sarà inferiore e la vista, seppur chiara, sarà, in confronto alla veglia o a taijasa superiore, leggermente offuscata. 
In Taijasa superiore, all'oppoto, tutto apparirà più chiaro e luminoso.
Muovendosi, "volontariamente", nello stato di sogno, si procede, inizialmente, a grandi balzi, o piccoli voli, o con corsa e passo molto leggeri.
Si potranno incontrare incubi, "elementali", mostri e creature inquietanti.
E/o vivremo in una stato di continua inquietudine accompagnato da meraviglia.

Per controllare le immagini del sogno esistono tecniche abbastanza precise descritte sia dai tibetani che dagli sciamani siberiani, australiani , sudamericani.
Tecniche molto simili o identiche. 

Taijasa superiore, in cui "si volerà come un aquila" e la luce sarà quella di un mattino di luglio, è lo stato che conduce alla "percezione del puro intelletto".


venerdì 1 novembre 2013

TAIJASA: I DUE MONDI DEL SOGNO

Lo Yoga è la pratica del samadhi.




I samadhi sono vie o strumenti che sciolgono determinati nodi o cancelli, chiamati Granthi.Ci sono cinque nodi sciogliendo i quali si accede a cinque diversi territori o stanze che rappresentano cinque diversi stati di coscienza. Di questi cinque nodi, tre sono quelli corrispondenti a Corpo/Parola/Mente:
 il nodo di Brahma o nodo del corpo;
il nodo di Visnu o nodo del cuore;
il nodo di Rudra o nodo della mente. 
In Cina il Nodo del Cuore è conosciuto come Dan Dien mediano o Ming Tang.
Se l'apertura del "cancello " della zona lombo sacrale o Brahma Granthi, può portare ad una fase ( ripetuta più volte in certi casi) di "evacuazione" fisica (diarrea, emorragie ecc) e psichica, lo scioglimento del nodo del cuore si esplica , talvolta, attraverso fenomeni psichici particolari accompagnati da sogni lucidi, incubi, visioni, distorsioni della percezione.Il nodo del cuore è formato dal plesso della gola e dal plesso cardiaco, mentre il Brahma Granthi interessa la zona del plesso del perineo (muladhara cakra) dal plesso genitale (svadhistana) e dal plesso dell'ombelico (manipura o nabhi cakra).
I nodi della conoscenza sono legati alle cinque "guaine" corporee:
la guaina dell'alimentazione, o corpo fisico, è la precipitazione/manifestazione di un qualcosa, un impronta, generata nella guaina delle energie (corpo psichico) dall'unione della mente o manas (nello yoga vishuddha cakra o plesso della gola ) con la cosiddetta mente emotiva (nello yoga manipura cakra o plesso dell'ombelico)
Il prodotto di queste "nozze alchemiche" (la mente Manas è il Mercurio degli alchimisti, il fuoco del nabhi cakra è lo zolfo) è un impronta che si forma nel centro della generazione e del potere sessuale, svadhistana cakra.
Svadhistana cakra rappresenta l'inconscio, Manipura cakra la mente emotiva, Vishuddha cakra la mente manasica. Svadhistana svolge la funzione di Citta (acque inferiori-sostanza mentale-memoria), Manipura la funzione di Buddhi (luce fuoco) e visuddhha ("attraverso" Anahata cakra o plesso del cuore) la funzione di Manas ( aria o mente percettiva).
Se si immaginano le acque inferiori come un  lago esteso e profondo, le vritti o modificazioni/specializzazioni della mente, saranno le onde provocate dal vento/aria (mente manasica) rese visibili dalla luce/fuoco (buddhi) e circoscritte dalla terra (ahamkara)
Questa unione tra manas-piano di anahata (ananhata cakra e vishuddha cakra) e Buddhi (manipura cakra) genera nelle acque inferiori (svadhistana cakra) uno stampo che sul piano fenomenico diviene "oggetto" grossolano, cioè "realtà fisica".
Un po' complicato se si rimane sul piano teorico...
facciamo un esempio (non correttissimo dal punto di vista alchemico, ma che , forse, può aiutare a visualizzare il processo):
riscaldiamo del piombo su un fornello.

-Il piombo rappresenta  l'elisir che discende dalla gola .
il fuoco del fornello è il calore delle emozioni-

Prendiamo il piombo liquido e buttiamolo in una pentola piena di acqua fredda.
Si produrranno delle forme che assomiglieranno ad animali, piante, oggetti di uso comune: la realtà fisica o fenomenica.Sciogliere il nodo di Brahma ( corrispondente al primo cancello nel taoismo) significa portare in emergenza "le forme che erano allo stato latente", sepolte nell'inconscio, una specie di presa di coscienza del rimosso nella psicologia freudiana.
Il primo cancello è "il punto di contatto tra il mondo di veglia e il mondo del sogno", tra la coscienza legata alla "guaina del cibo" (annamayakosa) o "corpo fisico" e la "guaina delle energie" (pranomayakosa) o "corpo eterico"
La guaina delle energie è partecipe sia della realtà fisica (il corpo senza energia sarebbe un abito senza niente dentro) che della realtà di sogno (attenzione: per sogno non si intende, solo, il sogno notturno, ma uno stato percettivo che ricorda il sogno notturno).
Per "realtà fisica" intendo  ciò che in sanscrito è detto Visva (coscienza di veglia) e per realtà di sogno  ciò che è detto taijasa (coscienza di sogno).
Si dice vi siano  due diversi piani di sogno o taijasa,inferiore e superiore.
Due diverse qualità di percezioni oniriche.
Ci sono dei sogni collegati in tutto e per tutto alla realtà esterna: quello  che ci è successo prima di addormentarci e quello che accade durante il sonno (rumori, cambi di temperatura, cambi di posizione).
E ci sono dei sogni che sembrano illuminati da una luce diversa e  non sembrano collegabili direttamente alla realtà empirica.
Questi ultimi, sono i sogni che definiamo "significativi" o numici e che acquistano un'importanza rilevante nella pratica.

martedì 29 ottobre 2013

ADVAITA VEDANTA E METAFISICA CRISTIANA

In ogni PERSONA DIVINA ed in ogni PERSONA UMANA esistono  tre attività/qualità:
PATERNITA' - ESSERE
FILIAZIONE - VITA
DONAZIONE PASSIVA - PENSIERO
ESSERE è DIVENIRE, e la via del Karmayogin è quella di individuare l'ordine insito nel divenire e realizzare la corrispondenza tra macrocosmo e Microcosmo.
La VITA è ciò a cui il Bhakti rende gioioso omaggio ad ogni istante.
Il PENSIERO è ciò a cui l'Jnanin aspira a giungere tramite i la Discriminazione.
Le tre IPOSTASI d ella metafisica cristiana,  sono collegabili alle tre vie dello yoga (BHAKTI, KARMA, JNANA).
Se si parla dei tre marga e si usano i termini di IPOSTASI, di  INDIVIDUO e di PERSONA ragioniamo sempre nell'ambito del manifestato.
La Realizzazione non duale è oltre il manifestato.
Il MANIFESTATO include ciò che è FORMALE e ciò che è INFORMALE.
L'Assoluto metafisico comprende sia ciò che è Manifesto (Formale ed informale, dal nostro punto di vista SAT) sia ciò che è immanifestabile (dal nostro punto di vista ASAT)
L'ESSERE di cui si parla nella filosofia occidentale non è BRAHMAN NIRGUNA (SADASAT), non può "ESSERLO".
l'ESSERE è il DIVENIRE ovvero, come diceva Dogen, il TEMPO.



Il mistero della Trinità può essere assimilabile all'A U M
TUTTO è AUM E NIENT'ALTRO CHE AUM.
Il FIGLIO potrebbe essere A.
Lo SPIRITO SANTO U.
Il PADRE M.

A è VIRAT o coscienza di veglia.
U è TAIJASA o coscienza di sogno.
M è PRAJNA o coscienza di sonno profondo.

Tre suoni (sillabe) in un unico suono/vibrazione.
AUM